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È troppo divertente ascoltare le dichiarazioni dei carristi, mi chiedo veramente se pensano davvero quello che dicono. Mi sono visto con calma tutto quello che ho registrato su Rete Versilia sia in occasione dell'inaugurazione, sia in occasione del primo corso. Sabato Andrea Mazzi ha intervistato Roberto Vannucci che si è dilettato in affermazioni che sono il massimo dell'ipocrisia. Parla di carristi che devono dare il buon esempio, che devono costruire costruire costruire (sulla falsa riga del "resistere resistere resistere" di Borrelli all'apertura dell'anno giudiziario di qualche anno fa a Milano). Parla proprio lui di costruire? Ha realizzato un carro senza nemmeno smontare quello vecchio! Poi ha parlato del grande impegno da parte di tutta la categoria: se così fosse, io consiglio di guardare bene le foto dei carri anni 50 e 60 presenti sul suo carro per capire quale fosse l'impegno dei colleghi dell'epoca.
Domenica, invece, ai carristi fu chiesto: "Se fossi presidente della Fondazione, cosa faresti per migliorare il Carnevale?". Avanzini risponde: "Non lo so" con un sorriso di circostanza. Verlanti: "Darei più biglietti gratis ai carristi, perché da quando c'è questa Fondazione non se ne è più visto uno". Affermazione che dovrebbe far riflettere molto, alla luce dei migliaia di omaggi dell'anno scorso dati a cani e porci. Gli unici che quanto meno hanno avuto idee sono stati Breschi (la pubblicità fuori città), Galli Fabrizio (maggiore fruibilità del corso e più spettacolo sui carri), mentre Ricci parla di futuro e Malfatti di ritorno al passato.
Martedì, infine, sulle pagine del Tirreno, c'è la incredibile lettera di Simone Politi che praticamente chiede di vietare che vengano scritti commenti sui carri per evitare di influenzare la giuria. Questo è veramente incredibile: prima di tutto ricordiamo che fino all'anno scorso c'era anche la famosa classifica del giornale, attraverso la quale i cittadini, con una scheda compilata, sceglievano il loro carro migliore, senza considerare gli anni in cui ad ogni carro veniva associato un codice che doveva essere digitato al televoto. Non mi sembra che da quelle classifiche ci siano stati favoritismi particolari, anzi, tutt'altro. Evidentemente, da uno che costruisce carri che somigliano più alla seconda categoria che alla prima (che fine ha fatto il Politi di qualche anno fa? Anche lui ha capito il gioco che bisogna fare per vivere nel Carnevale?), si cerca di non togliere troppo l'attenzione da un carro che rischia di passare senza infamia e senza lode. Si ricordi, poi, che nel 2004 è stato premiato con un secondo posto con un carro di seconda categoria.
Ritengo quindi che, sempre di più, certi carristi siano solo interessati al bene personale e meno a quello del Carnevale, anche se a parole sembrerebbero dire il contrario. Beppe Grillo lo dice sempre: ci fregano con le parole.
