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Come direbbe Beppe Grillo, ci stanno fregando con le parole. Far passare il corso del martedì grasso alle 13 come una giornata storica perché la RAI torna a riprendere il Carnevale, è una grande presa in giro. Come ho letto da altri commenti, la soluzione alla fine si trova (forse), ma non è possibile stravolgere la natura di un Carnevale che deve sottostare alle regole televisive come il calcio. Se RaiTre avesse avuto uno spazio libero alle 22, alla Fondazione che facevano, il corso in diretta a quell'ora? Secondo me, visto che tra l'altro ci si avvia al termine della manifestazione, sarebbe meglio utilizzare questi 50 minuti con immagini dei corsi precedenti (sopratutto il terzo, da sempre quello con il pienone), con in più immagini storiche per far capire a chi seguirà da casa, chi è e che cos'è il nostro Carnevale. Tutto questo, gestito rigorosamente in diretta con i presentatori presenti in piazza Mazzini, mentre magari i carri stanno arrivando (con collegamenti dalla Cittadella? Siamo tutti sicuri che la Cittadella sia così conosciuta da non riservarle uno spazio in trasmissione?).
Quando, domenica mattina, in partenza per Roma, ho visto scritto all'edicola della stazione "Torna la diretta RAI al Carnevale", ho pensato inizialmente alla solita finestra di 5 minuti a Domenica In, promettendomi di informarmi meglio una volta arrivato in Capitale. E qui l'amara sorpresa, peggio di quanto pensassi, perché così non ha senso, già il corso del martedì grasso è definito "in notturna" ma della notte ha ben poco a che fare, se non per l'ultima mezz'ora, ora addirittura si svolge molto prima del consueto orario dei corsi pomeridiani. Alla Fondazione si stanno mettendo ora al lavoro, per spremere le meningi (ci credete?) per trovare una soluzione e riempire tutto il martedì grasso, ma, se permettete, dopo tutti questi anni di disastri, anche dal punto di vista organizzativo, non posso che tremare all'idea che la Fondazione tiri fuori qualche idea per la diretta.
