In te son nato, in te spero morire
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Grazie alle informazioni prese dagli altri siti viareggini, ho visto alcuni vecchi filmati del Carnevale. Oltre ai 4 minuti di immagini relative ai resti fumanti dell'incendio di Via Cairoli, con Alfredo Pardini (mi sembrava lui) tutto intento a spiegare alcune cose ai presenti, mi ha molto colpito un filmato del 1932, con tanto di audio originale. Ogni carro che passava aveva a bordo la sua banda che suonava sempre "Carnevale di baci" (se qualcuno avesse avuto dei dubbi, era la canzone ufficiale di quell'anno) e ho rivissuto, con immagini risalenti a 45 anni prima della mia nascita, la stessa atmosfera di oggi, con i ragazzi che ballano sui carri, il sole, il Royal sullo sfondo, le mascherate di gruppo, a dimostrazione che la nostra festa è rimasta tale e quale nel corso dei decenni, con lo stesso spirito salmastroso che ci rende unici. Solo un pizzico di nostalgia nel pensare che la maggior parte di quelle festose persone presenti a quel corso mascherato oggi non ci sono più e chissà se c'è qualcuno ancora in grado di raccontare quei momenti.
Ma quando la festa prende il via, siamo tutti uguali di fronte al Carnevale, senza distinzioni politiche e loro lo sapevano bene, riuscivano a fare festa anche senza satira politica, vietatissima dal regime. Forse è proprio questa l'unica differenza con il Carnevale odierno: loro volevano farla ma glielo impedivano, oggi si può fare ma sembra finita nel dimenticatoio.
