In te son nato, in te spero morire
Storie di ordinaria viaregginità
Andrea Paci
Apock
Batano
Beppe Grillo
Burlanet
Delafia.com
Renzo Pieraccini
Senza rete
Stefano Pasquinucci
Viareggino.it
Viareggiok
visitato *loading* volte
Con queste parole Fabrizio Galli si è dimesso dalla vice presidenza dell'associazione costruttori. La decisione è maturata dopo la bocciatura del suo bozzetto innovativo che, problemi di sfilata a parte, poteva essere davvero una novità interessante per il nostro noiso (d'idee) Carnevale. Invece se ne va dall'associazione, accusando i suoi colleghi di scarsa collaborazione nel chiedere maggiori spiegazioni riguardo alla bocciatura del suo progetto. Chiude dicendo che ormai i carristi, per colpa dell'imperatore (ma un era il Marcucci? Un si offenderà mica per il trono rubato?), sono ridotti a essere considerati un numero. Ne sono convinto anche io, il numero è il compenso che ricevono ogni anno per fare carri più piccoli di quando stavano nei vecchi hangar e sopratutto per costruire cose già viste e riviste negli anni passati.
Comprendo in pieno la sua decisione perché capisco che non è facile lavorare in un mondo strano come quello del Carnevale, Fabrizio è stato protagonista di costruzioni memorabili e non premiate nella giusta maniera. Per la questione del Burlamacco, poi, non ci sono più parole per descrivere la vergogna di una amministrazione che non riesce a riposizionare una statua caduta per una libecciata. La mia considerazione, però, è un'altra.
I carristi dovrebbero domandarsi veramente il motivo per cui si sentono un semplice numero: poco amati in città, accusati di pensare solo al soldo, con buona pace dei nostri vecchi maestri della cartapesta che si stanno ribaltando nella tomba dallo spavento. Adesso ci si mette pure il menefreghismo fra colleghi. Alla fine di tutto, salta fuori che la colpa, dopo 7 anni di disastri, è del Topanelli: troppo facile continuare a fare lo scaricabarile, visto che la colpa è di tutti (compresi noi viareggini) ed è da stupidi non ammettere le proprie responsabilità.
Se veramente credono nel Carnevale e nei viareggini, devono dimostrarlo non solo con costruzioni migliori (lo stesso Fabrizio avrebbe potuto fare molto di meglio nell'ultimo Carnevale, visto che ne ha le capacità) e degne di un Carnevale che qualcuno col fiocchino continua a definire d'Italia e d'Europa, ma anche con una partecipazione più attiva ai problemi legati alla manifestazione, visto che fino a ora hanno aperto bocca solo quando qualcuno, per qualche motivo, osava mettere in discussione i loro soldi.
